Dove viene coltivata la Pitaya gialla

Le piante delle pitaya hanno il vantaggio di necessitare d'acqua da cinque a dieci volte meno che altre colture da frutto, ciò le rendono un prodotto molto interessante per le zone a clima arido.
Secondo dati nel 2010, i maggiori produttori al mondo di pitaya gialla sono Colombia e Messico, infatti originariamente la coltivazione di Selenicereus megalanthus è cominciata in Messico e a poco a poco si è estesa anche verso altre zone del Sudamerica.
I cactus rampicanti di diverse specie Hylocereus invece furono importati in Vietnam dai coloni francesi nel primo Ottocento; inizialmente, le pitaya fuxia e rosse erano coltivate solo per la famiglia reale e la borghesia locale, poi a poco a poco divennero il principale prodotto di esportazione del Vietnam, in diretta competizione con il frutto a forma stella tipico dall'Asia, il durian. Di qui la progressiva diffusione del frutto in diverse zone dell'asia dove venne ribattezzato frutto del dragone per la somiglianza delle sue brattee con le scaglie di un drago.
Ora i frutti del dragone sono cresciuti e apprezzati dalla Malesia a Taiwan e in tutta la costa sud-est della Cina. La versione bonsai del cactus della pitaya è molto diffuso al mercato dei fiori di Taiwan.
Le pitaya gialle della Colombia invece sono più rare e più ricche di zuccheri, per questo risultano anche leggermente più costose delle cugine fuxia; quelle a polpa rossa sono più difficili da coltivare e quindi meno frequenti, anche se il loro sapore è più intenso di quello delle pitaya a polpa bianca.
In generale tutte le varietà di pitaya sono sensibili alla pressione e quindi risultano difficili da trasportare, perciò raramente si trovano fresche in Europa. Per evitare questi problemi dunque, per l'esportazione viene preferita la disidratazione del frutto a temperature basse, per mantenere inalterate le proprietà nutrizionali della polpa e conservar al meglio la pitaya gialla durante e dopo il suo trasporto.